Pro centovalli e Pedemonte

Cp 10 | 6655 Intragna - Svizzera | Tel:+41(0)91/7807500 | email:info@procentovalli.ch | ccp 65-2523-5 |    
Orari d'apertura: lunedì 9.30-12.30 e 14.00-17.00 | da martedì a sabato 09.30-12.30 | aperto da Pasqua a fine Ottobre

News



Data di pubblicazione: 2014-09-30

Nuovo comitato

In data 26 settembre 2014, nella sala comunale di Cavigliano ha avuto luogo l'assemblea straordinaria della Pro Centovalli e Pedemonte, indetta per procedere alla nomina del Presidente e del comitato, ora così composto: Stefan Früh, Michele Mazzi, Christian Gianoli, Luca Meyer, Mariagrazia Tognetti, Sara Bardill e Daniele Zanda. È stato proposto alla presidenza Stefan Früh, il quale è stato eletto all'unanimità per acclamazione. Auguri vivissimi al nuovo comitato!





Data di pubblicazione: 2014-06-12

Corse supplementari Centovallina

L’Ente Turistico Lago Maggiore, per dare la possibilità agli ospiti e ai residenti delle Centovalli e Terre di Pedemonte di godere al meglio dei grandi eventi presenti nella nostra regione – quali JazzAscona, Moon and Stars e Festival del film Locarno – ha organizzato una corsa supplementare della Centovallina con partenza dalla Stazione di Locarno alle ore 00.05, con destinazione Intragna, corsa che sarà operativa tutti i giorni, per l’intera durata degli eventi citati.





Data di pubblicazione: 2013-09-22

Un successo la gita della “Via delle Vose”

Doveva essere una splendida giornata e così è stato. Una quarantina si sono ritrovati al ponte di Intragna pronti per scoprire un suggestivo angolo della Valle Onsernone. Quello che da Loco, sale a Berzona per poi ridiscendere fin giù nel fondovalle e raggiungere Intragna sul fianco destro dell’Isorno, il lato opposto rispetto all’attuale strada cantonale, in un virtuale duello a distanza tra due modi di concepire il trasporto: quello dell’antico sentiero da un lato e quello dell’attuale tracciato asfaltato dall’altro, con tutto quello che ne consegue in termini di rumori e di inquinamento. Con questa gita si è voluto idealmente capovolgere la storia e le gerarchie, restituendo al vecchio sentiero quel prestigio di un tempo che fu. Fino a Loco tutti con il bussino, poi tutto a piedi, seguendo i sentieri che si intrecciano tra boschi, vigneti (quei pochi che restano), stalle, diroccati, muretti in sasso di quei ripidi pendii. La giornata è introdotta da Charles Suter, che la Valle Onsernone la conosce come le sue tasche e ce l’ha nel cuore, con accenni all’emigrazione, fenomeno che ha segnato per secoli la vita di quei luoghi; al travaglio di un’economia di sussistenza, che non riusciva più a sfamare che poche bocche. Un’emigrazione non solo di povertà, ma anche di prosperità. Di fortune di alcuni emigranti, che in parte trovano ancora riscontro nella valle. Testimoni di questa ricchezza sono i maestosi edifici (il Palazzo della Barca di Comologno ne è un fulgido esempio), smisurati per dimensione e sfarzo rispetto all’umile architettura di quella valle: stretta, ripida e povera economicamente, ma non certo di carattere, di volontà e di idee della sua gente. Dalle parole si è poi passati ai fatti e alle testimonianze, con la visita di due concentrati di cultura e di storia locali: il Museo osernonese e il Mulino di Loco. Tutt’e due ricchi di passato, di sofferenze, di valori e di ricordi. Tutti e due meritevoli, da visitare e da scoprire. Il primo per la capacità di dar vita all’immaginazione del visitatore, con immagini, oggetti, attrezzi di una ruralità d’altri tempi, che qualcuno (pochi purtroppo! ) in tutti i modi – e a denti stretti - cerca di trattenere. Di salvare dal trascorrere del tempo, dall’incuria, dalle mode che spazzano via tutto. Perché legato a doppio filo alla valle, non manca lo spazio dedicato all’artigianato – o arte - della paglia e dei suoi prodotti. Su, all’ultimo piano del museo, sono dedicati alcuni spazi alla figura di Max Frisch, scrittore ed architetto giramondo, che dell’Onsernone ha fatto - e non certo per caso - la sua seconda dimora. Con la visita al mulino, dal sapore antico e dal profumo di farina, si lascia Loco per raggiungere poco più su il villaggio di Berzona. Ci si arriva in una mezzoretta, percorrendo un comodo sentiero che porta dritti dritti alla Chiesa, sul cui sagrato Charles dà sfoggio del suo sapere con un’altra pennellata di storia. Nel primo pomeriggio, dopo la meritata sosta per il pranzo ed una visita al suggestivo nucleo del villaggio, si riprende il cammino. Il tempo corre e si è fatto un po’ tardi rispetto al programma. La strada del ritorno è ancora lunga. Prossima tappa: Niva, giù nel fondovalle, a due passi dall’Isorno, dove si fa una sosta giusto il tempo per visitare il vecchio torchio: in buono stato e di apprezzabili dimensioni, soprattutto in un luogo così discosto. E poi di nuovo si riprende il cammino. Superato il ponte di ferro, costruito dopo la buzza del ’78 che aveva spazzato via quello di pietra e in attesa di uno nuovo – così si dice – di legno, si punta senza indugio verso Intragna. Prima però si fa tappa obbligata all’oratorio di Vosa, ricevuti dall’ospitalità di Pia e Olimpia. Il tempo di sorseggiare chi una bibita calda, chi un vinello, chi un grappino del posto, via di nuovo in cammino. Manca poco alla meta finale. Intragna, con il suo inconfondibile campanile, è appena lì sotto. In men che non si dica si raggiunge prima Pila e poi, in una ventina di minuti, si è al Museo di Intragna. Nel cortile principale si è ricevuti con l’accoglienza delle occasioni importanti. Si respira l’aria di chi avesse concluso chissà quale impresa. In un certo senso un’impresa è stata, se si pensa che la gita è durata poco meno di nove ore. Più che una scampagnata è stata una scarpinata. Poca cosa, forse, per chi ha buone gambe e l’età giusta. Ma fra la quarantina di partecipanti vi erano anche vispi bambini e arzilli ottantenni o su di lì. Per loro, sì, è stata un’impresa. E il successo è molteplice: non si sono registrati né feriti né abbandoni – come giustamente ha sottolineato visibilmente soddisfatto Romano Maggetti presidente della Pro Centovalli e Pedemonte (promotrice dell’evento in collaborazione con il Museo di Intragna e l’Associazione amici delle Terre di Pedemonte) nel suo intervento di chiusura della giornata; si è fatto un sano esercizio fisico; si sono visitati luoghi incantevoli e per taluni poco conosciuti; si è imparato cose nuove e si è toccato con mano una realtà di valle che merita di essere riconosciuta e sostenuta; ci si è emozionati; ci si è messi in relazione con altri, con persone di età e sensibilità diverse. In una società in cui troppo spesso la solitudine ha il sopravvento, ben vengano queste iniziative, la funzione aggregante assume più che mai un ruolo centrale. E proprio per questo la giornata ha assunto i contorni di… un’impresa. Unica e – chissà - irripetibile.